Il libro "LA STRADA DEL CAMBIAMENTO" disponibile nella sede Uil più vicina a te.

La Germania si appresta a lanciare sul mercato il primo robot umanoide europeo, targato “Neura”. E insieme alla vicina Austria costituiscono un cartello top sulla robotica innovativa.
La Francia abbandona “Palantir” – colosso americano specializzato in analisi di grandi quantità di dati – e continua a innestare capitale attorno al modello nazionale “Mistral”, candidandosi a principale hub del continente.
Una delle risposte necessarie nel solco della sfida dello sviluppo dell’IA è la Sovranità tecnologica e digitale.
Bisogna pianificare un indispensabile percorso di affrancamento da big tech e da dipendenza da Cina e USA. Basta acquistare prodotti extra continentali cedendo knowhow, sicurezza e dati consapevoli e inconsapevoli. È il momento di costruire l’Europa, ma sul serio.
E l’Italia? Nel ranking mondiale delle migliori università QS ci dice che il Politecnico di Milano, Sapienza di Roma e Alma Mater di Bologna, pur lontanissime dalla top ten a trazione britannica e statunitense, possono dire la propria. E, come abbiamo visto anche al Congresso nazionale della UIL, sono innumerevoli i poli dotati di eccellenze e talento, pensiamo all’Unimore, l’Unical, Verona, Padova, Pisa e Sant’Anna, la Federico II di Napoli, il politecnico di Torino. Senza tralasciare affatto l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, il Tecnopolo Cineca di Bologna e lo sforzo scientifico svolto dal Prof.Navigli per costruire il primo LLM Made in Italy.
Abbiamo una rete accademica di competenze e ingegno da valorizzare, sostenere e su cui investire.
Ha ragione l’economista inglese Daniel Susskind ascrivendo all’Europa un ritardo immane rispetto all’impero del Dragone e alla superpotenza a stelle e strisce che intanto si dividono il 70% dell’investimento globale in IA generativa, ma bisogna provarci e il tempo è adesso.
Si, la sovranità tecnologica è un passaggio decisivo per stabilire quale sarà il nostro ruolo ed il futuro dei nostri figli.