Campagna "Zero Morti sul Lavoro"
Zero Morti sul Lavoro: il senso delle nostre piazze piene di bare
Vedere le piazze più importanti d’Italia, a partire da Piazza del Popolo a Roma fino a Piazza Matteotti a Genova, invase da centinaia di bare è stato un colpo d’occhio violento, drammatico, impossibile da ignorare. Ma era esattamente questo l’obiettivo della UIL: rompere il muro del silenzio e dell’assuefazione.
Quelle bare non erano solo una provocazione visiva, ma la rappresentazione plastica di una strage silenziosa. Ognuna di esse rappresentava una persona — un padre, una madre, un figlio — che è uscita di casa la mattina per andare a lavorare e non vi ha più fatto ritorno.







Perché questa iniziativa?
La campagna nazionale “Zero Morti sul Lavoro” nasce da una convinzione precisa: non si tratta di fatalità o di “incidenti inevitabili”. Dietro ogni tragedia ci sono cause precise e responsabilità chiare. La UIL è scesa in piazza per gridare che:
- I numeri sono un’emergenza nazionale: Più di 1.000 persone muoiono ogni anno sui luoghi di lavoro in Italia. Una media intollerabile per un Paese civile.
- La sicurezza non è un costo, ma un diritto: Troppo spesso la logica del profitto a tutti i costi, la catena selvaggia degli appalti e dei subappalti e la manomissione dolosa dei sistemi di sicurezza sacrificano le vite umane in nome della produttività.
- Serve una risposta ferma dallo Stato: Non bastano più le parole o il cordoglio formale. Servono investimenti concreti nella prevenzione, l’assunzione di nuovi ispettori del lavoro per aumentare i controlli e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro per sanzionare duramente chi viola le norme.
La battaglia per la civiltà del lavoro continua in ogni cantiere, ufficio, ospedale e scuola. Sostenere “Zero Morti sul Lavoro” significa difendere la vita e la dignità di chi, con il proprio impegno quotidiano, fa muovere questo Paese.
TESTIMONIALS







































Il 17 ottobre 2023, a Roma, presso l’Ex Fiera di Roma su Via Cristoforo Colombo è stato inaugurato il murales della street artist di fama internazionale Alice Pasquini, sulla campagna Zero Morti sul Lavoro.
Il murales, finanziato dalla UIL e promosso dall’VIII Municipio di Roma, racchiude tutto il senso della nostra campagna Zero Morti Sul Lavoro dedicata alla sicurezza sul lavoro.
Un impegno reso possibile anche grazie alla collaborazione delle Istituzioni: da Amedeo Ciaccheri, presidente del VIII municipio di Roma, a Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica di Roma Capitale, presenti entrambi alla conferenza stampa di presentazione del murales.
“Zero Morti” sul lavoro è una questione culturale da affrontare con la partecipazione di tutti e con ogni strumento a nostra disposizione. Solo così riusciremo a cambiare in meglio la nostra società.
Il murales
Si tratta del Murales, voluto dalla Uil, più grande di Roma e di uno dei più grandi d’Italia: oltre 400 mq (55 m di base per 8 m di altezza). Il soggetto è una donna che, in un contesto caratterizzato da diversi luoghi di lavoro, piange per la morte sul lavoro di un proprio caro.
L’autrice è la street artist e scenografa italiana di fama mondiale, Alice Pasquini, le cui opere valorizzano le strade delle città di tutto il mondo.
Per la sua realizzazione l’opera ha richiesto 20 giorni tra preparazione e applicazione dell’artista, oltre a un preventivo complesso iter burocratico, per il cui sviluppo è stata importante l’assistenza dell’VIII Municipio di Roma, con il suo Presidente, Amedeo Ciaccheri.
L’opera sarà visibile da milioni di persone che quotidianamente passano sulla Cristoforo Colombo, una delle strade più importanti e trafficate della Capitale.